I misteri e i doni del Dionisiaco – Parte 3

 

Commento ed Esegesi al primo capitolo, paragrafo 1 della Nascita della Tragedia di F. W. Nietzsche.

 

di Mario Magini

 

Gruppo di due donne, forse Demetra e sua figlia Persephone
Gruppo di due donne, forse Demetra e sua figlia Persephone

 

 

 

In questa ultima parte che ci troviamo a commentare ecco che Nietzsche, o se preferite il giovane Nietzsche che ha appena concluso La Nascita della Tragedia, erompe in conclusione facendoci un ultimo importantissimo dono: la citazione dei Misteri di Eleusi. Perché proprio Eleusi?

 

Sento di darne questa ipotesi e spiegazione e non credo sia poi così lontana dallo spirito dell’autore e dalle sue esigenze filosofiche. Ancor prima di aver trovato nel dinamismo Apollineo/Dionisiaco una risposta che è anche meccanismo dinamico delle tensioni interiori più alte dell’umanità, in questo lavoro Nietzsche usa un altro meccanismo simbolico ed epifanico: Demetra e Persefone.

 

I Misteri Eleusini erano un credo riservato a pochi, che celebravano cerimonie misteriche dedicate alla diade mitologica Demetra e Persefone, divinità della fertilità e dell'agricoltura, del ciclo del tempo inteso come meccanismo di nascita, maturazione e morte. I riti avevano come scopo l'iniziazione dei partecipanti a una conoscenza sacra capace di strutturare una coscienza difforme dal volgo, più alta e solida rispetto la promessa di vivere e comprendere il Mondo, nonché di congiungersi con un Uno primordiale dopo la morte. I Misteri di Eleusi erano suddivisi in due fasi principali: i "Piccoli Misteri" e i "Grandi Misteri".

 

I Piccoli Misteri si svolgevano in modo propedeutico ai Grandi Misteri e avevano lo scopo di purificare e preparare gli iniziati attraverso rituali di sublimazione e concentrazione delle forze sia psichiche che corporee; queste erano cerimonie più private e di preparazione per l’ingresso vero e proprio ai Grandi Misteri, quindi stiamo parlando di una pratica quotidiana, che permettesse una condizione di purità ed accettabilità al grado successivo dei Misteri. I Grandi Misteri, invece, si svolgevano annualmente in autunno e coinvolgevano una serie di cerimonie segrete, le cui caratteristiche precise sono rimaste sconosciute, poiché gli iniziati giuravano di non rivelarne mai i dettagli. Tuttavia, i frammenti delle pochissime testimonianze che abbiamo, o accenni indiretti (per ambedue rimanderei a Plutarco), suggeriscono che durante i Grandi Misteri avvenivano rappresentazioni simboliche, rituali di iniziazione con un qualche tipo di manipolazione del corpo (certamente non mutilazioni vere e proprie piuttosto atti simbolici con specilli o coltelli), e molto probabilmente esperienze mistico-spirituali favorite dall’uso di sostanze psicotrope che favorivano la comunione con le divinità oggetto del Culto. Ma perché Nietzsche sceglie proprio questi Misteri e la loro dualità legata a Demetra e Persefone? La spiegazione è in parte assolutamente privata, Nietzsche è intimamente coinvolto nella ricerca di una figura femminile Potente, di un noumeno femmineo e tale ricerca culminerà nel suo incontro (o impatto) con Lou Andreas Salomé nel 1880, venendo così esaudito ma anche esautorato da tale incontro. L’altra spiegazione è di un primigenio surrogato concettuale e filosofico, totalmente ellenico ed intonso da una diretta rilettura nietzschiana, delle potenze Apollinee e Dionisiache, che ne disveli e porti i significati psicologici e mistici.

 

Il livello psicologico ed esistenziale è riferito all’esperienza di recisione e rinascita rispetto al Mondo della gente comune, poiché gli iniziati ai Misteri di Eleusi dovevano sperimentare una sorta di "morte" simbolica e una successiva "rinascita" e l'iniziazione prometteva un'esperienza trascendente, attraverso cui l'iniziato passava da uno stato di ignoranza o oscurità ad una condizione di illuminazione spirituale. Questo processo era visto come una rivelazione della verità profonda sull'esistenza e sulla natura dell'anima nonché, va sottolineato, di differenziazione irreversibile da chiunque altro. Il livello esoterico e mistico ci porta a vedere come i Misteri fossero caratterizzati da un forte elemento di segretezza e mistero, che portava a un'esperienza diretta di unione con il divino, ma passante per un annichilimento totale di quanto si supponeva prima di sapere e di essere. La conoscenza rivelata attraverso l'iniziazione non era intesa come un mero sapere razionale, ma proprio come una vera gnosi mistica, che trascendeva le strutture interne individuali, i sistemi di interazione e scambio sociali, le parole e le spiegazioni logiche. L'esperienza misterica suggeriva una conoscenza profonda e trasformante che conduceva a una comprensione più intima della realtà e della vita e della morte. Alcuni studiosi hanno visto in questa esperienza un parallelismo con le teorie della "trasformazione spirituale" promosse da filosofi come Platone, che vedeva l'anima come immortale e il corpo come una prigione. La purificazione e l'iniziazione nei Misteri potevano quindi essere visti come un passaggio verso una vita più elevata, scevra dalle illusioni terrene. 

 

Il legame tra Friedrich Nietzsche e i Misteri di Eleusi, così come posto in questa sua opera, è un aspetto affascinante che emerge soprattutto quando si esplorano le sue affermazioni circa la morte, la rinascita ad un nuovo livello di Potenza e Consapevolezza. Sebbene Nietzsche, faccio notare, non si riferisca ulteriormente ai Misteri di Eleusi nelle sue opere, molti degli elementi simbolici e tematici che caratterizzano questi Misteri hanno punti di contatto e scambio in particolare nei concetti di trasformazione, superamento della morale tradizionale e rinascita dell'individuo.

 

Uno dei concetti chiave in Nietzsche è quello dell'Eterno Ritorno, che si può intendere come un'idea di ciclo infinito di morte e rinascita sino al raggiungimento di una perfezione Vitalistica ed Energetica, ove il Male paventato dalla religione e il Timore provato dagli uomini, non esistono più. In Nietzsche questo eterno ritorno implica che tutto ciò che accade nella vita si ripeta all'infinito in un ciclo senza fine, e l'individuo deve imparare ad amare e accogliere questo eterno ritorno come parte della propria esistenza, per quanto la sua esistenza in tali cicli sia effimera e caduca, ma capace in questo brevissimo lasso di connettersi ad una Forza immensamente più potente di ogni creazione umana, specialmente la politica e la religione. Questo concetto ricorda in modo sorprendente l'idea centrale dei Misteri di Eleusi, che simboleggiano proprio il ciclo della vita, morte e rinascita, e in particolare il mito di Demetra e Persefone, che vivevano la separazione e la riunione, l'oscurità e la luce, rimanda a un ciclo che si ripete, proprio come l'idea di Nietzsche dell'inesorabile ritorno dei fenomeni sino al loro completamento ovvero sino a giungere ad una perfezione di espressione vitalistica.

 

Nei Misteri di Eleusi, gli iniziati erano chiamati a sperimentare una sorta di morte simbolica per rinascere a una nuova forma di consapevolezza, come se il "morire" in un contesto mistico fosse una condizione necessaria per raggiungere una nuova esistenza spirituale. Questo processo di morte e rinascita si riflette nel pensiero di Nietzsche, in particolare nel concetto di Übermensch (oltreuomo), perché l'oltreuomo è una figura di essere umano morto ad ogni speranza o illusione di redenzione da parte dei suoi simili, l’Oltreuomo ha superato le convenzioni morali e spirituali tradizionali, vivendo una vita incondizionata dalla Paura e dalla Noia, una autentica edonistica trasformazione che può essere paragonata a una rinascita nel mentre si è ancora lontani dall’evento della morte.

 

Nietzsche stesso ha parlato della necessità di "morire" per ciò che si è stato e rinascere come qualcosa di nuovo quindi, in questo senso, gli iniziati ai Misteri di Eleusi che sperimentano una rinascita spirituale attraverso i rituali, si avvicinano al concetto nietzschiano di radicale, irreversibile, trasformazione interiore. Nei Misteri di Eleusi, c'è una certa simbiosi e danza concettuale tra le forze di Eros (desiderio di vita) e Thanatos (la morte), in quanto il culto non solo celebra la morte e la discesa nell'oscurità, ma la rinascita da essa, che porta con sé una nuova vita, una vita trasformata, una vita Superiore (invito, chi vuole, a reperire informazioni circa il simbolo della farfalla presso il mondo ellenico).

 

Gustav Klimt, "Vita e morte"
Gustav Klimt, "Vita e morte"

 

Nietzsche, in maniera simile, rifiuta la moralità repressiva imposta dalla religione cristiana, una moralità interamente basata su due paure: la Paura della punizione sociale e la Paura di morire, dell’annullamento dell’Io come agente attivo. In tutta questa parte finale del paragrafo che abbiamo preso in esame vi è l’invito dell’autore tedesco a una riconciliazione con l'istinto e il desiderio di vita incondizionata. La morte, nel pensiero di Nietzsche, non è la fine e non è un fine, bensì un passaggio verso la liberazione dalle costrizioni morali e cosa ci sia nella morte, dopo la morte, è questione che Nietzsche rifiuta riportando il punto sul quanto si è vissuto ed a ciò che si è superato nel mentre si vive. I Misteri di Eleusi erano, in ultima analisi, un'esperienza di vera e propria gnosi, una rivelazione diretta e profonda della natura della vita, della morte e del divino e l'iniziazione a questi misteri portava alla scoperta di un tipo di conoscenza esoterica che trascendeva la razionalità, e che dava agli iniziati la promessa di una vita terrena totalmente diversa, certo sappiamo che Nietzsche non condivide un'idea tradizionale di divinità o di spiritualità religiosa, quindi egli stesso in questa opera ha costruito la sua personale Gnosi, una conoscenza profonda dell'esistenza che si radica nell'autenticità dell'individuo e nell'affermazione assoluta ed indiscussa della propria volontà.

 

Entrambi i percorsi, sebbene molto differenti, si centrano sull'idea che il significato profondo della vita debba essere sperimentato direttamente e interiormente, superando le idee convenzionali e superando, anche, o vincendo, l’elemento più terrifico per tutti ovvero l’effetto intimo e potere della Paura. Nella prospettiva nietzschiana di La Nascita della Tragedia, il processo di trasformazione dell'individuo verso l’Oltreuomo è paragonabile a un tipo di iniziazione, ad un volontario perire in tutto ciò che si era ritenuto vero, giusto, morale e, aggiungo, tale processo è assai simile a ciò che avveniva nei Misteri di Eleusi. Nietzsche, similmente, invita l'individuo a superare la condizione di "uomo comune", assai troppo simile quella di uno schiavo per altro felice di esserlo perché costretto o paralizzato dall’effetto della Paura ed è proprio questo Abbandono, Consunzione e Rinascita che è il vero processo di trasformazione essenziale per un cammino verso la consapevolezza delle proprie Potente, Volontà, sino a giungere in un luogo Spirituale e Trascendente irraggiungibile dalle distorsioni e brame delle Chiese e dei fideismi basati sul grande nemico di ogni superamento, ovvero la Paura. La Paura di divenire ciò che si è e che si deve. 

 

 

XX marzo 2025

 







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